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I conti corrente per protestati: cosa sono e le loro peculiarità

Economia

Il protesto è un atto pubblico attraverso il quale un creditore attesta il mancato pagamento di un certo titolo di credito (cambiale, vaglia cambiaria e assegno bancario), nonostante abbia reso la prestazione in favore del debitore. Ai fini della validità il protesto deve essere stilato dal Notaio, o da altro pubblico ufficiale.

Il protesto deve essere effettuato entro i termini previsti dalla Legge Cambiaria, ex art 51 comma 3.

Trattandosi di un Assegno bancario, l’azione di protesto va effettuata entro il termine massimo di 30 giorni.

Se però l’Istituto Bancario del creditore è nello stesso comune di residenza del debitore, allora il termine massimo si riduce ad 8 giorni.

La scadenza inutile di tali termini comporta la decadenza per il creditore dall’azione di regresso avverso il debitore.

Quali sono le conseguenze di un Protesto

Le conseguenze sono piuttosto gravi per i debitori protestati. Una volta effettuato il protesto, questo viene notificato, tramite l’Ufficiale Giudiziario, alla competente Camera di Commercio del territorio che provvederà ad iscrivere il debitore in un apposito Registro informatico. Si tratta, peraltro, di un elenco visionabile, previa richiesta, da parte dei soggetti interessati.

Se il titolo di credito è un Assegno bancario, il protesto comporta anche l’iscrizione alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) e per 6 mesi non sarà possibile rilasciare nuovi Assegni.

Oltre alla cattiva pubblicità gravante sul debitore protestato si aggiunge il fatto che l’iscrizione al CAI può comportare anche la chiusura di un conto corrente ovvero la difficoltà nell’apertura di nuovi conti correnti.

Discende poi l’azione legale che il creditore andrà ad esperire nei confronti del debitore protestato al fine di recuperare il credito, ossia avvierà la procedura esecutiva nei riguardi del patrimonio del debitore. Per evitare tali conseguenze è possibile rivolgersi all’azienda Conto Protestati Service che è in grado di offrire l’apertura di un conto corrente per protestati.

Tipologie di conti correnti per protestati.

Il motivo per cui un protestato riscontra difficoltà nell’apertura di un conto corrente è semplice. Infatti, le Banche tendono a scartare i clienti a rischio, quale è il protestato considerato l’omesso pagamento del debito.

Tuttavia, l’apertura di un conto corrente è fondamentale, basti considerare l’accredito dello stipendio. In effetti, l’ordinamento giuridico Italiano non impedisce ai protestati l’apertura di un conto corrente, ma lascia notevole discrezionalità agli Istituti di Credito.

Una prima possibilità per il protestato è quella di chiedere l’apertura di un conto corrente tradizione tramite un garante o fideiussore. Si tratta, invero, di un’ipotesi scarsamente adottata nella prassi, oltre che difficilmente concessa dalle Banche.

Un secondo metodo è quello dei conti correnti online, come quelli offerti da Conto Protestati Service.

Alcune soluzioni non prevedono il rilascio di una carta bancomat, trattandosi di utenti a rischio. Infatti, il funzionamento di questi conti è per lo più legato alla effettuazione di prelievi e versamenti.

La Carta Conto

Se il protestato dovesse avere la necessità di avvalersi dei servizi classici di un conto corrente, è oggi possibile ottenere una Carta Conto. Si tratta di una carta ricaricabile, con codice IBAN, che consente di fare prelievi e pagamenti attraverso i circuiti autorizzati.
Il funzionamento è semplice, infatti queste carte presentano già un saldo disponibile che è pari alla somma ricaricata dal cliente. In tal modo, non vi può essere il rischio di emettere assegni e pagamenti in assenza di una copertura in conto.

Si può rimuovere un Protesto?

Per rispondere alla domanda è necessario distinguere a seconda che il titolo di credito sia una cambiale ovvero un assegno bancario.
Se si tratta di una cambiale il debitore ha a disposizione il termine di un anno per pagare la cambiale e chiedere alla Camera di Commercio la cancellazione dal Registro dei Protesti.

Se decorre tale termine, è necessario prima chiedere la riabilitazione con istanza rivolta al Presidente del Tribunale competente, dando prova dell’avvenuto pagamento della cambiale. Ottenuto il provvedimento del Tribunale è possibile chiedere alla Camera di Commercio la cancellazione dal registro.

Se, invece, il titolo di credito è un assegno bancario il debitore avrà a disposizione 60 giorni per adempiere al pagamento. Se ciò avviene il protestato riuscirà ad evitare l’iscrizione al CAI. Diversamente, dovrà chiedere la riabilitazione al Presidente del Tribunale e dopo un anno potrà ottenere la cancellazione.

È possibile evitare il Protesto bancario?

Ad oggi, l’utilizzo di assegni bancari come metodo di pagamento è divenuto sempre più frequente. Per evitare di subire un azione di protesto è possibile però seguire alcuni accorgimenti.

Anzitutto, è bene evitare di emettere assegni bancari senza un’adeguata copertura in banca alla data della scadenza. Inoltre, è sempre opportuno conservare una certo quantitativo di denaro per essere in grado di pagare la somma dovuta al creditore.

Infine, all’atto dell’emissione del titolo di credito le parti possono prevedere un assegno “senza protesto” o “senza spese”, che impedirà al creditore l’esercizio dell’azione di protesto.

Sebbene in tal modo si riesce a scongiurare l’azione di protesto ciò non impedisce al creditore di agire esecutivamente sui beni del debitore per soddisfare le sue ragioni creditizie.