
– Inondiamoci di luce
Nulla rende la cucina più leggera e ariosa, e invoglia di più le persone a soffermarvisi, che tanta luce splendente che la invade: e in un’atmosfera tanto positiva, non potremo che preparare delle delizie. Montiamo lampade, spalanchiamo le finestre, ma insomma, luce!
– Tutto deve scorrere
La fluidità è un concetto importantissimo nella filosofia orientale. In un ambiente dai mobili solitamente squadrati e angolosi come la cucina, l’energia fatica a scorrere liberamente intorno e dentro di noi: evitiamo quindi di ostruirla con isole di cottura o tavoli centrali, che la bloccherebbero ulteriormente sottraendola ai nostri corpi.
– Non fin dall’ingresso
Una cucina visibile dalla porta d’ingresso rende più forte e frequente la tentazione, appena entrati in casa, di correre subito al frigorifero per mangiare qualcosa – qualcosa di superfluo e quindi poco sano, che promuove un’errata cultura del cibo. Se possibile, facciamo in modo che la cucina non sia visibile entrando in casa… altrimenti, applichiamo un po’ di senso pratico al Feng Shui e chjiudiamo la porta!
– Ordine!
La pace mentale deriva anche dall’ordine che ci circonda: nel caos nasce lo stress, ci si sente disorientati, la fatica si moltiplica. Questo vale ancor di più in una stanza come la cucina, dove è un attimo fare disordine. E allora, disciplina! Impegniamoci a mettere tutto a posto – non si tratta solo di eliminare rifiuti o cose inutili, ma anche di non occupare lo spazio con oggetti che al momento non ci occorrono.
– Promuoviamo l’energia positiva
Nella filosofia orientale, uno dei modi di generare “chi” positivo è aggiungere in un ambiente l’elemento ligneo – specie a controbilanciare, in cucina, le forze distruttive di acqua e fuoco. Sfruttiamo questa saggezza inserendo oggetti in legno, piante a foglia larga, e colorando le pareti di verde.



