La dieta ipocalorica riduce davvero il senso di fame?

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Il senso di fame è qualcosa di innato in noi e che tutti proviamo quotidianamente, soprattutto a distanza da molte ore dall’ultimo pasto. Ciò che preoccupa chi è sovrappeso o obeso è la persistenza del senso di fame che non si attenua e che, al contrario, si trasforma in una vera e propria ossessione che pregiudica il dimagrimento. Oggi vedremo in cosa consiste questo stimolo e perché, ai nostri giorni, risulta così difficile da placare con la sola forza di volontà.

Lo studio sul microbiota intestinale

Per prima cosa prendiamo ad esempio un interessante studio sul microbiota intestinale secondo il quale un determinato ceppo sarebbe in grado di favorire il senso di sazietà agendo a livello cerebrale. In un campione di soggetti obesi e sovrappeso è stato riscontrato che il ceppo batterico Hafina Alvei HA4597 sia stato in grado di stimolare il rilascio di ormoni sazietogenici i quali attivano precisi percorsi ipotalamici e del tronco cerebrale.

Il deficit calorico

In aggiunta a tale studio possiamo aggiungere alcune considerazioni sulla dieta ipocalorica e sulla tendenza a creare regimi alimentari fai da te che comportino il cosiddetto “deficit calorico”. La soglia minima di calorie giornaliere è sicuramente raccomandata per la perdita di peso ma con delle precisazioni.

In primo luogo una dieta ipocalorica ben strutturata prevede un elevato consumo di alimenti che stimolino la sazietà per aiutare il soggetto a nutrirsi in modo sano diminuendo il consumo di grassi ma restando pur sempre all’interno di un preciso range di macronutrienti studiato in base all’obiettivo di peso e alla condizione di partenza.

Le diete fai da te

Le diete fai da te, invece, tendono a squilibrare la quantità di grassi e carboidrati in favore delle proteine oppure vanno troppo al di sotto della soglia minima causando effetti controproducenti noti come abbuffate, compensazioni, effetto yo-yo ecc…

Tra gli alimenti noti per le proprietà che stimolano il senso di fame ve ne sono molteplici provenienti dal mondo vegetale, ricco di fibre e altre sostanze benefiche che depurano l’organismo, contrastano la proliferazione di radicali liberi e aiutano a bruciare il grasso in eccesso.

Il senso di fame e quello di sazietà

Per contrastare il senso di fame e stimolare quello di sazietà, quindi, bisogna agire sia a livello mentale che fisico mettendo a punto una serie di accorgimenti che da un lato consentano al soggetto di alimentarsi in modo sano e nutriente e, dall’altro, di migliorare lo stile di vita a tavola provando piacere e sazietà dopo ogni pasto.

In definitiva possiamo affermare che una dieta ipocalorica possa realmente favorire il senso di fame ma solo nel rispetto delle condizioni sopra menzionate. Al tempo stesso una dieta sana e completa a ridotto quantitativo calorico è in grado di favorire la salute generale di tutto l’organismo, migliorando tutte le funzionalità metaboliche e preservandolo dai rischi derivanti da obesità, sovrappeso e alimentazione anarchica.

Per stare meglio

Ricordiamo infine che anche la sedentarietà è uno dei fattori predisponenti a cedere al vizio dello snack fuori pasto ma non solo. Una vita troppo statica conduce irreversibilmente a gravi problemi articolari a carico del sistema muscolo scheletrico e sull’equilibrio psichico. Il movimento favorisce non solo la salute fisica ma anche quella psichica dal momento che ci induce a stare all’aperto, a produrre neurotrasmettitori e ormoni positivi per la salute e a cambiare le cattive abitudini di ozio e cattiva alimentazione.